Cuore tenero al cioccolato

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  • 300 gr di cioccolato fondente 75%
  • 6 uova
  • 150 gr di zucchero
  • 100 gr di farina

Ecco un dolce un po’ vintage, ma comunque buono, di grande effetto e soprattutto facile.

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria. Nel frattempo, dividete gli albumi dai tuorli, unite lo zucchero ai tuorli e montateli con uno sbattitore elettrico. Dopo aver raggiunto una consistenza cremosa e liscia, montate i tuorli a neve lasciandoli però un po’ lenti, non facendoli rassodare del tutto.

Incorporate gli albumi ai tuorli, mescolando dal basso verso l’alto, per far sì che non si smontino le chiare. Unite il cioccolato che avrete fatto intiepidire, sempre mescolando dal basso verso l’alto. Infine, unite la farina setacciata. Dovrete ottenere un impasto abbastanza denso.

Imburrate e infarinate dei pirottini e versate il composto fino a 2/3. Infornare a forno preriscaldato a 180° per 10 minuti. Visto che ogni forno ha il suo tipo di cottura, il tortino si deve presentare gonfio ai lati e appena cotto al centro! Lasciate riposare per due minuti e con un coltellino (a lama liscia sarebbe meglio) passate giro giro il pirottino per staccare il tortino sui lati. Rovesciate velocemente il tortino su un piatto e guarnite con zucchero a velo,  se volete potete aggiungere fragole, lamponi, more.

BUON APPETITO!

OSSOBUCO ALLA MILANESE.

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Ricetta un po’ rivisitata rispetto all’originale, ma comunque rimane un piatto strabiliante, uno tra i miei preferiti che ho già proposto al ristorante e che, come era ovvio, ha riscontrato un notevole successo.

4 OSSOBUCHI

2 CIPOLLE

3 CAROTE

3 COSTE DI SEDANO

BRODO

VINO ROSSO

FARINA

BURRO 100 g

DOPPIO CONCENTRATO 2 cucchiai

SALE

PEPE

Per prima cosa, la più importante, comprate quattro ossibuchi di vitella. Come tutti i piatti, la cosa più importante è la qualità della materia prima: quindi scegliete bene i vostri fornitori. Infarinateli e incidete tutto intorno i bordi per evitare che si arriccino in cottura. Prendete cipolla, carote e sedano e tagliateli a cubetti fini, metteteli in una pentola capiente con un filo d’olio e il burro. Salate e pepate e aspettate che il battuto si imbiondisca; poi unite gli ossibuchi. Fateli cuocere da una parte e dall’altra, tutto a fuoco vivace e successivamente sfumate con il vino rosso. Appena il vino sarà sfumato, unite il doppio concentrato che avrete sciolto con un romaiolo di brodo e aspettate che riprenda il bollore. A questo punto, aggiungete il brodo fino a coprire appena gli ossibuchi e coprite con un coperchio abbassando la fiamma al minimo. Cuocete per 90/120 minuti, girando di tanto in tanto gli ossibuchi e aggiungendo, se serve, il brodo. Alla fine avrete ossibuchi con una crema così deliziosa, che non basterà un chilo di pane per fare scarpetta!!!

BUON APPETITO!

COME CUCINARE IL CINGHIALE IN UMIDO.

Ricordo quando ero piccolo, mio zio andava a caccia di cinghiali. Tornando, passava sempre da casa mia e me ne portava un po’. Io, felice, non vedevo l’ora di guardare i grandi in cucina mentre mi preparavano uno tra i miei piatti preferiti. Invece mio zio diceva: “Eh no, per cucinare il cinghiale servono due giorni!” e quindi, niente ciccia stasera!!! A me la cosa non è mai andata giù ed ecco perché oggi vi propongo questa ricetta.
Per fare il cinghiale ci vogliono 3/4 ore, non di più!!! Molti vi diranno (i “cinghialai” incalliti) che il cinghiale va tenuto a marinare con il vino e gli odori per una notte!!! E voi dovete dire: “I’cinghiale tu l’hai a marinare te! Io faccio in un’altro modo!”.

1 Kg di cinghiale;
1 cipolla rossa;
5 spicchi d’aglio;
2 foglie d’alloro;
4 bacche di ginepro;
250 g pomodori pelati;
tanto rosmarino;
vino rosso;
concentrato di pomodoro;
brodo.

PREPARAZIONE PRE COTTURA
Iniziate col pulire il cinghiale togliendo le parti grasse (non tutte però: un po’ di “grassino” lasciatelo, che renderà la carne più tenera in cottura). Tagliatelo a spezzatino, mettetelo in una ciotola, salatelo bene. A questo punto mettete sul fuoco una bella padella antiaderente che possa contenere tutto il cinghiale. Appena sarà calda, versateci la carne a secco senza olio né altro. Spero che abbiate un buona cappa, altrimenti il divano del salotto odorerà di selvatico, perché il cinghiale comincerà a rilasciare i succhi (è quello che gli dà il classico sapore “selvatico”) Per eliminarlo, prendete un coperchio, rovesciate la padella, fate scolare il liquido e rimettetela sul fuoco.
Questa operazione va fatta diverse volte, fino a che i succhi che deve rilasciare non saranno quasi esauriti (poi, se a uno piace sentire di più il sapore forte può farlo meno, a discrezione vostra). Una volta tolto il selvatico dalla carne, mettetela da una parte.

COTTURA
Fate un battuto con cipolla, aglio, rosmarino, bacche di ginepro. Mettete il tutto in una pentola capiente, con abbondante olio d’oliva e aggiungete le foglie d’alloro; salate, pepate e fate rosolare. Appena la base avrà preso colore, mettete a insaporire il cinghiale. Giratelo con un cucchiaio di legno, aggiustate di sale e pepe e versateci, a sfumare, un bel bicchiere di vino rosso (1/4 di litro circa).Tutta questa operazione va fatta a fuoco vivace. Appena il vino sarà sfumato, versate i pomodori pelati (precedentemente frullati) e due cucchiai di concentrato, diluiti col  brodo. Salate e pepate, abbassate la fiamma e coprite con un coperchio. Girate di tanto in tanto molto delicatamente, perché con cotture che necessitano di molto tempo la carne tende a sfibrarsi.
Dopo un’oretta circa togliete il coperchio. A questo punto il cinghiale deve continuare a cuocere almeno 1.30-2 ore; se si asciuga troppo, allungate con un mestolo di brodo fino a fine cottura.
Il vostro cinghiale è pronto, non ha preso il retrogusto acidulo che di solito prende con la marinatura, è tenero come il burro e soprattutto lo avete preparato in 4 ore. Per vostra fortuna, che io non ho avuto, potrete mangiarlo per cena prendendolo la mattina o il pomeriggio del giorno stesso.

QUINDI BUON APPETITO E ALLA PROSSIMA RICETTA!